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LIONS CLUB PADOVA SAN PELAGIO C.I.P - presso lo studio del presidente - Via S.Marco, 274 - 35129 PADOVA Tel. ++39-49-9833162 Fax ++39-49-8933100 www.impactdome.com/lions |
| 20.06.1999 |
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Auguri, auguri al Lions Club Padova San Pelagio di una lunga ed operosa vita; auguri perché il proficuo lavoro intrapreso prosegua con passo svelto e sicuro sul sentiero del servizio; auguri perché il Lions Club San Pelagio continui a rappresentare per i soci un punto di riferimento, un momento d'incontro dove l'amicizia è il sentimento che suggerisce il dialogo ed il piacere di stare insieme. Si ricordano in primis quanti hanno fatto grande questo Club, dai Presidenti ai semplici soci, dando ciascuno ciò che poteva dare, con abnegazione, con senso di responsabilità. Ed un pensiero va anche agli amici che non fanno più parte del Club per diverse ragioni, ma che rimangono idealmente legati al Club ed ai soci tutti. Oggi il Club festeggia ben 14 anni, un'età che avvicina alla maturità. E vediamo un Club rafforzato da tante esperienze, sempre energico, perché quanti l'hanno guidato in questi anni hanno operato con entusiasmo, attenzione, lungimiranza; perché, con felice intuizione, ogni anno i presidente che via via si sono succeduti hanno saputo immettere soci capaci, in linea con i principi lionistici, facendo sì che nel tempo mai venisse meno quel vigore ideale che ha permesso al Club di avviarsi e poi di percorrere tanta strada, realizzando services nuovi e di grande spessore, riuscendo a mantenere il passo con i tempi in una società in continua evoluzione.. Buon compleanno, Lions Club Padova San Pelagio. E mille di questi giorni !! Il presidente. |
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email: lions@impactdome.com
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IL GAZZETTINO - 20 giugno 1999 Abano. Proposta "anni sereni" Il SALVAGNINI per i soci Lions L'Ira valuta con attenzione Abano Terme (al.ma) E se l'hotel Salvagnini, diventato recentemente residenza per anziani per iniziativa dell'Ira, vedesse parte della propria capacità ricettiva destinata ad ospitare stabilmente soci anziani dei Lions Club italiani e stranieri? La domanda non è campata in aria. L'albergo di Piazza Caduti ha ospitato l'altra sera la riunione conviviale del Lions Club Padova "San Pelagio" che ha ideato, avendola già presentata all'Assemblea Nazionale dei Lions Club svoltasi a Trieste, l'iniziativa "Anni sereni, un albergo per i Lions". Le risposte date ad un questionario distribuito in quell'occasione e poi diffuso ulteriormente, quasi una vera e propria indagine di mercato, hanno dimostrato che la realizzazione di una simile iniziativa avrebbe buoni margini di successo visto l'interesse che ha destato. A livello mondiale, inoltre, costituirebbe un tipo di "service" - così sono chiamate le azioni nate in ambito Lions - assolutamente unico. La possibilità che "l'albergo per i Lions" diventi realtà è davvero concreta. "L'Ira la sta valutando con molta attenzione" ha spiegato Ruggero Bernardini, presidente dell'istituto. A suffragarlo c'è una lettera d'intenti, inviata al Lions Club San Pelagio, in cui viene manifestata la disponibilità ad individuare forme di collaborazione che portino all'attuazione dell'idea. "I soci Lions sono persone abituate ad essere presenti nella società e sempre disponibili verso gli altri. Quando si incontrano, non essendosi mai conosciuti prima, sanno di essere accomunati da alcuni valori. Dare loro la possibilità, anche diventati anziani, di continuare ad avere dei rapporti interpersonali basati su di essi, significa tenere conto e dare soluzioni adeguate alle loro aspettative interiori", ha detto Roberto Adami, presidente dei Lions Club San Pelagio, a proposito della nascita dell'idea dell'albergo per i membri del sodalizio che ha per motto we serve. La struttura sarebbe destinata agli autosufficienti, verrebbe prevista la possibilità di permanenze per periodi lunghi o brevi, potrebbero accedervi i soci Lions di tutto il mondo ed in essa si dovrebbero svolgere convegni, dibattiti e riunioni. In definitiva momenti di vita lionistica. fasi della disgregazione della vecchia Iugoslavia e alla formazione dei nuovi stati, con la lunga guerra che ne è seguita e che ha insanguinato i Balcani. Lo stesso è poi giunto al Kossovo ed al pericolo che tuttora Milosevic, il Presidente serbo della nuova federazione jugoslava, rappresenta anche per l'Italia, con i suoi missili a lunga gittata (in grado di percorrere una traiettoria di oltre milleduecento chilometri) un serio pericolo. In seguito egli ha tracciato la storia del Kossovo ed il problema della grande minoranza Albanese, che fino al 1989 era autonoma ed aveva addirittura un vero e proprio Parlamento, proprie biblioteche e proprie Università. Poi ha tracciato il modo in cui nello stesso 1989 Milosevic inviò i carri armati a Pristina e disciolse il Parlamento adducendo che i kossovari facevano parte a tutti gli effetti della nazione Serba e che quindi l'autonomia non aveva più motivo d'essere. E'quindi passato alla disgregazione della Jugoslavia iniziata con la separazione della Slovenia e conclusasi con il conflitto interno che ha portato all'attuale configurazione geopolitica di quei territori. E' stato a questo punto che i Kossovari hanno incominciato a mostrare segni di interesse per la vecchia patria albanese, cosa che non avrebbero mai fatto prima, in quanto il livello di vita loro era di gran lunga superiore a quella albanese. Intanto si era giunti agli accordi di Dayton, in cui Clinton aveva fatto capire che si sarebbe interessato anche del Kossovo. C'era di mezzo la sua rielezione a Presidente ed il muoversi con successo in politica internazionale era senza dubbio una carta vincente. Infatti fu di nuovo rieletto. Intanto le rimesse dall'estero, in particolare dalla Germania, dei kossovari permisero all'UCK (fronte di liberazione) di armarsi. L'UCK era consapevole dell'immensa potenza bellica di Milosevic, ma almeno poteva mostrare di esistere, tanto più che fin dai primi conflitti, chi lo combatteva non era l'esercito della federazione jugoslava, ma la sola polizia. A questo punto è intervenuta I'OCSE, l'organizzazione per la sicurezza in Europa. Il giovane oratore ha proseguito illustrando un quadro del tutto simile a quello richiesto dal gruppo di contatto (formatosi dopo l'interclub di Gorizia): cioè un Kossovo autonomo ma sempre all'interno dell'area della nuova federazione Jugoslava. E la Pace? La Pace, ha fatto presente il giovane oratore, bisogna costruirla facendo in modo che dal singolo uomo alle città, sindaci in testa, diano una concreta testimonianza di volerla e volerla in modo fortissimo. L'assemblea ha applaudito in modo caloroso il conferenziere ed è quindi iniziato un interessante dibattito. Il Presidente Adami ha infine ringraziato i Presidenti dei Clubs Goriziani per la loro ospitalità ed il loro calore. Un calore che dimostra quanto venga apprezzato dalla gente di confine la solidarietà e la comprensione di coloro che vivono all'interno del territorio nazionale e non soffrono di quell'inconscio patema d'animo di trovarsi ogni ora, ogni giorno in prima linea. Alla serata ha partecipato, tra gli altri, anche il Sindaco di Gorizia dott. Valenti, socio del Lions Club Gorizia Host. Luigi Luppi |

